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Riforma pensioni, le novità di oggi 23 agosto 2017 su pensioni donne, età pensionabile, Fase due!

Riforma pensioni, le novità ad oggi 23 giugno 2017. Sul fronte pensioni ed età pensionabile Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, ribadiva pochi giorni fa: “La proposta che il Governo pare avere in mente, come hanno dichiarato Padoan e Poletti, di incentivare l’occupazione a tempo indeterminato per tre anni – prosegue – non va bene. Il taglio del cuneo fiscale deve essere anche più basso, ma strutturale: in questo modo si darebbero maggiori certezze alle imprese e stabilità al lavoro. In secondo luogo, va bloccata la Direttiva che stabilisce l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019”. “Sarebbe ridicolo incentivare le assunzioni dei figli e costringere i padri a prolungare la permanenza al lavoro di ben 5 mesi, rispetto agli attuali 66 anni e 7 mesi. Senza una accelerazione del turnover non si rimuoverà mai il ‘tappo’ generazionale che impedisce l’assunzione dei giovani”, commentava Damiano pochi giorni fa.

Adesso ha commentato con favore il rinvio della decisione della questione da parte del ministro del Lavoro: “Il ministro Poletti, saggiamente, ha rimandato al prossimo autunno la discussione relativa all’innalzamento dell’età pensionabile collegato all’incremento della aspettativa di vita. Si parla di portare l’età, a partire dal 2019, dagli attuali 66 anni e 7 mesi ai 67 anni, con un incremento di ben 5 mesi. Si tratta di supposizioni perché il calcolo andrà fatto avendo a disposizione i dati dell’ISTAT che verranno resi noti dopo l’estate”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Questa norma – prosegue – è stata introdotta al tempo del Governo Berlusconi e andrebbe cancellata. Un primo passo è stato compiuto con il verbale di accordo tra Cgil, Cisl e Uil e Governo del settembre scorso, che ha bloccato questo meccanismo per i lavori usuranti. Suggeriamo al Governo di convocare le parti sociali per affrontare questo problema e di non procedere in modo unilaterale”.

“Sarebbe sbagliato e contraddittorio alzare l’età della pensione nel momento in cui decolla con successo l’APE Sociale, che anticipa la stessa età a 63 anni. Sarebbe uno ‘stop and go’ incomprensibile che ricadrebbe su un tema delicato come quello previdenziale. Se il successo dell’APE dovesse andare oltre i numeri previsti, chiederemo al Governo di stanziare nuove risorse nella prossima legge di Bilancio per non lasciare nessuno escluso”, conclude.

Pensioni anticipate, Ape, legge Fornero: i primi commenti dell’onorevole Patrizia Maestri.

Intanto, le nuove norme sulle pensioni anticipate hanno visto la soddisfazione dell’onorevole Patrizia Maestri (PD), membro della commissione lavoro alla Camera. La Maestri sottolinea: “Il considerevole ritardo con cui queste norme trovano effettiva attuazione non ne sminuisce l’utilità e la portata innovativa. Un passo in avanti, un ulteriore passo in avanti nell’attività di ‘smontaggio’ delle rigidità introdotte dalla riforma Fornero e che, dopo le otto salvaguardie per gli ‘esodati’, consentirà finalmente l’accesso anticipato alla pensione per alcune categorie di lavoratori. Oltre 60.000 lavoratori potranno così ritirarsi dal lavoro con tre anni e sette mesi di anticipo rispetto alla Fornero, ottenendo il giusto riconoscimento dopo tanti anni di attività e lasciando spazio ad un ricambio generazionale che consentirà l’ingresso nel mercato del lavoro ad almeno altrettanti giovani”.

Pensioni anticipate donne e opzione donna, le ultime news di Vania Barboni.

Le ultime news sul fronte pensioni anticipate ed opzione donna, vengono fornite da Vania Barboni, amministratrice del gruppo Facebook Opzione Donna Proroga al 2018 in un’intervista di ieri su Urbanpost. Alla domanda su quali siano le richieste al Governo in merito alla previdenza delle donne, la Barboni risponde:”Fino a oggi i Governi non hanno mai legiferato con leggi a favore dei lavori femminili, tutelando le donne, vero welfare dello Stato, ma hanno solo portato la naturale conclusione di Opzione Donna al 31.12.2015. Ci prefiggiamo di ottenere strutturale il sistema previdenziale Opzione Donna, mantenendo gli stessi requisiti anagrafici e contributivi attualmente previsti e con l’assegno previdenziale collegato al sistema contributivo”.

Riforma pensioni e aspettativa di vita, le richieste di Walter Rizzetto e FdI-AN e le risposte di Poletti.

Ieri nel question time alla camera Rizzetto ha chiesto l’abrogazione dell’aspettativa di vita. Si legge nell’interrogazione di Rizzetto:”I recenti dati attestano per la prima volta nella storia d’Italia un calo dell’aspettativa di vita degli italiani; I dati rilevati nel rapporto Osservasalute, presentato il 26 aprile 2016, ha attestato che nel 2015 la speranza di vita per uomini e donne era rispettivamente di 80,1 anni e 84,7 anni, inferiore rispetto al 2014, imputando tale calo soprattutto alla riduzione della prevenzione sanitaria;a fronte di un andamento in discesa dell’aspettativa di vita è quindi necessario abolire l’attuale sistema di adeguamento alla stessa delle pensioni per eliminare un meccanismo che determina un grave pregiudizio per i cittadini, poiché la speranza di vita media non aumenta, ma si allunga il tempo per accedere all’assegno pensionistico, con il rischio per i pensionati di godere, in concreto, solo di pochi anni del trattamento pensionistico rispetto al reale ammontare dei contributi versati negli anni sotto forma di pensione”.Rizzetto ha chiesto nell’interrogazione al Ministro del lavoro e delle politiche sociali “quale urgenti iniziative intenda assumere per eliminare l’iniquo meccanismo di adeguamento delle pensioni all’aspettativa di vita”.

Il ministro Poletti ha affermato che “l’eventuale revisione dei requisiti che entreranno in vigore nel 2019 dovrà essere effettuata entro il 31 dicembre del 2017, sulla base dei dati forniti dall’Istat che, secondo le informazioni avute, saranno disponibili non prima del prossimo autunno. Ad oggi quindi non è possibile avanzare alcuna ipotesi”. Poletti ha sottolineato che “i futuri adeguamenti della pensione alla speranza di vita previsti nel 2019, 2021, 2023 e 2025 non troveranno applicazione per chi svolge lavori usuranti”.

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