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Riforma pensioni, novità ad oggi 7 agosto 2017 su pensioni anticipate donne, età pensionabile, quattordicesima

Riforma pensioni, le novità ad oggi 8 agosto 2017. Sul fronte pensioni e previdenza il consueto e molto atteso punto della settimana appena trascorsa viene fatto da Orietta Armiliato, del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social(CODS). Esordisce così la Armiliato nel post pubblicato sulla pagina del gruppo: «Carissime, in tantissime (ma proprio tante) mi state scrivendo privatamente, vi ringrazio per la stima e per la fiducia ma non sono in grado ne ho modo di poter rispondere a tutte poiché quello della consulente del lavoro non è né il mio lavoro né il compito che mi sono assunta dando vita a questo Comitato. La pagina è a disposizione anche per scambiarsi notizie ed informazioni ma niente e nessuno si può sostituire ai professionisti del settore soprattutto in assenza del vostro estratto conto contributivo».

Pensioni anticipate, flessibilità in uscita, le ultime news di Orietta Armiliato.

Continua la Armiliato: «Colgo l’occasione per condividere la soddisfazione di chi, dopo aver aspettato l’anno di finestra imposto dalla misura dell’Opzione Donna, ha raggiunto il “capolinea” ed ora sta condividendo con tutte le altre il proprio raggiunto obiettivo: sono prevalentemente le donne che erano rimaste escluse per via dell’aspettativa di vita, prima che la sperimentazione terminasse il proprio corso e che, rispettando il dettato della legge, con il provvedimento inserito lo scorso anno nella LdB, sono riuscite ad accedere; moltissime si sono iscritte al gruppo e seguono e partecipano attivamente. Ricordo invece alle donne che si augurano di trovare nella prossima Legge di Bilancio una soluzione d’uscita che ci saranno sicuramente delle possibilità così come annunciato da chi è preposto a gestire la materia ma, sottolineo, che non si sta parlando di una RIFORMA delle pensioni ma, piuttosto come è già stato per lo scorso anno, di aggiustamenti, migliorie e quant’altro che possano correggere errori, storture ed iniquità del regime vigente.

Purtroppo leggo una serie di commenti negativi agli articoli che vengono postati, poiché le varie assunzioni che riportano al momento solo verbi coniugati al condizionale…non corrisponderebbero alle aspettative o ai vari desiderata: nessuna tiene conto che ancora le varie proposte non sono state formalizzate mentre sappiamo che sono in corso da parte dei tecnici studi e simulazioni ed anche se nei soliti gruppi siamo state definite noi del CODS una “minoranza marginale”, abbiamo ragione di credere che la nostra flebile ancorché educata voce, forse ha aleggiato ed aleggia sui tavoli delle trattative».

Conclude la Armiliato ricordando i prossimi appuntamenti in programma tra governo e sindacati per discutere di pensioni e previdenza:«La pausa agostana rallenterà un po’ il processo decisionale anche se sappiamo che la politica non si ferma mai ciò detto, vi ricordo i prossimi appuntamenti dei tavoli “apparecchiati” per il Governo ed i Sindacati:30 Agosto (dove si parlerà di previdenza), 31 Agosto e 07 Settembre. Naturalmente ci auguriamo che questi siano incontri risolutivi, poiché entro la fine di settembre si dovrà formalizzare quanto deciso in modo da poterlo inserire in tempo nella bozza della legge di bilancio.Un sorriso e buon fine settimana a tutti e buon riposo a chi è già in vacanza e a chi presto ci andrà».

Pensioni, Legge Fornero, età pensionabile, le ultime dichiarazioni di Simonetti.

L’onorevole Roberto Simonetti, della Lega Nord, nella conferenza tenutasi alla Camera dei Deputati pochi giorni fa, ha parlato dell’età pensionabile, ed ha così dichiarato: «La riforma delle pensioni Fornero del 2011 ha innalzato repentinamente l’età anagrafica per il pensionamento inasprendo i requisiti di accesso arrivando fino a 67 anni nel 2019 ed ai 70 nel 2050».«Il decreto-legge n.78 del 2009, che istituì il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita, – continua Simonetti – trovava il suo fondamento nel duplice obiettivo di mettere a punto delle misure stabili di contenimento della spesa previdenziale e, al contempo, aumentare il requisito anagrafico, per standardizzarlo alla media europea, in maniera graduale ed in proporzione all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat. Oggigiorno, però, detto meccanismo non ha più ragion d’essere. Sia perché, di fatto, l’innalzamento dell’età anagrafica operato dalla riforma Fornero ha già inglobato gli ipotetici aumenti illo tempore congetturati e sia perché abbiamo di gran lunga oltrepassato la media europea».

«Basti guardare – sottolinea Simonetti – ai principali paesi europei come la Germania, ove l’età pensionabile è fissata a 67 anni “solo” nel 2029, o al Regno Unito, ove l’età richiesta per accedere alla pensione è pari a 65 anni, per uomini e donne, a decorre dal 2018, o ancora l’Austria, che pone in quiescenza a 65 anni gli uomini ed ancora a 60 anni le donne, con un aumento progressivo per parificarne l’età pensionabile entro il periodo 2024-2033. Legge Fornero e media europea, un combinato che evidenzia quanto anacronistico possa oramai essere il periodico adeguamento alla speranza di vita che entro dicembre 2017 deve essere calcolato e imposto con decreto direttoriale dei ministeri competenti per il biennio 2019-2020”.

“Otto provvedimenti di salvaguardia e istituti come l’Ape volontaria e l’Ape social sono la conferma dei danni prodotti dalla legge Fornero” riassume il parlamentare di Lega Nord. “Per queste ragioni, – conclude Simonetti – nelle more di una revisione complessiva della normativa previdenziale, che incida sulla spesa assistenziale ed introduca elementi reali di uscita flessibile dal lavoro per accedere alla pensione, Lega Nord ha depositato alla Camera dei deputati una proposta di legge a mia prima firma tesa a sterilizzare tale adeguamento fino al 2022, termine entro il quale risulta necessaria una controriforma Fornero, portando veramente l’età anagrafica pensionistica alla media europea, ben al di sotto quindi dei 65 anni di età.”

Pensioni, le ultime dichiarazioni di Tito Boeri sulle 14esima, ai pensionati italiani residenti all’estero.

Intanto, il presidente Inps, Tito Boeri, nel corso dell’audizione al Senato al Comitato per le questioni degli italiani all’estero, a tornare sulla necessità di rivedere le prestazioni assistenziali per i residenti all’estero per allinearle con le norme in vigore negli altri stati Ue“Pagare le prestazioni assistenziali, come la 14esima, ai pensionati italiani residenti all’estero è un’anomalia che ci porta ad alleggerire i costi sociali di altri Paesi”. “Il nostro Paese – sottolinea Boeri – nel rispetto delle norme nazionali e internazionali, ogni anno eroga a residenti all’estero oltre ai trattamenti di tipo previdenziale anche prestazioni assistenziali, quali integrazioni al trattamento minimo e maggiorazioni sociali a somma aggiuntiva, come la 14esima che sono interventi tipicamente erogate dal paese di residenza. E questa è anomalia che ci porta ad alleggerire conti pubblici, i conti della protezione sociale di altri paesi”, spiega.

“Pensiamo al caso della Germania dove gli uffici della protezione sociale riducono le prestazioni che darebbero ai pensionati italiani nel momento in cui questi ricevono la 14esima . E il fatto che la 14esima sia stata estesa ha alleggerito i loro conti”, prosegue.” Viene da chiedersi dunque perché noi dobbiamo agire diversamente da quanto fanno altri paesi che normalmente forniscono prestazioni assistenziali solo per residenti in quei paesi. Quando noi interveniamo in questo modo in altri paesi che hanno dei minimi vitali, Germania ma anche Australia e Usa, succede che noi, di fatto, alleggeriamo i conti delle prestazioni sociali di altri paesi essendo l’Italia peraltro un paese che ancora non è dotato di un sistema di assistenza sociale di base adeguato, cioè universale”, spiega.

Una disponibilità, quella italiana, tanto più strana quanto più, ricorda ancora Boeri, che “dagli anni ’90 le norme europee hanno stabilito l’inesportabilità di tali provvidenze”. Quindi, ribadisce, “è strano che si continuino ad esportare misure assistenziali che vanno contro la tendenza imperante di altri paesi”. Tanto più, aggiunge, “che l’Inps è convinto che la comunità di percettori di pensioni all’estero continuerà ad aumentare, inevitabile conseguenza della globalizzazione. E non c’è niente di male in questo”, dice ancora anticipando le critiche: “Noi non siamo contrari ai pensionati all’estero. Non lo siamo nella misura in cui si tratta di prestazioni di carattere contributivo. Anzi, ogni tanto sarebbe utile che il nostro paese si rendesse appetibile anche a pensionati di altri paesi, importanti per alimentare la domanda interna e le entrate fiscali”. Ma quello che resta “anomalo”, ripete ancora Boeri, “è che da noi si esportino prestazioni assistenziali che tutti gli altri paesi garantiscono solo ai residenti”. Con l’innalzamento del limite di reddito e l’aumento dell’importo della 14esima, infatti, dice ancora Boeri, ”sono state erogati all’estero complessivamente nel 2017, circa 35,6 milioni di euro con un incremento di 20 milioni, cifra dunque più che raddoppiata rispetto al 2016”. ”Destiniamo dunque alle prestazioni assistenziali all’estero, non coperte da contribuzione, somme non irrilevanti”, aggiunge sottolineando come il maggior numero di beneficiari si trovino in Europa “nonostante il regime di inesportabilità delle prestazioni assistenziali”, ma anche in America meridionale e in quella settentrionale.

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