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Riforma pensioni, novità di oggi 24 giugno 2017 su Ape volontaria, pensioni anticipate e fase due di riforma!

Riforma pensioni, le novità di oggi 25 giugno 2017. Le ultime news sul fronte pensioni anticipate ed Ape vengono rilasciate su Facebook il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi: “In queste ore mentre tanti esponenti del Palazzo inseguono chiacchiericci e polemiche sta accadendo una cosa semplice e giusta. Migliaia di connazionali, migliaia!, stanno facendo domanda per l’Anticipo Pensionistico. Stiamo parlando della c.d. Ape, che abbiamo presentato lo scorso autunno ricevendo fischi, critiche e polemiche. E che però sta funzionando alla grande”. Renzi prosegue: “Ci dicevano: l’ennesimo spot renziano. Ma non è uno spot: sono migliaia di persone che negli anni scorsi sono stati colpiti da regole molto dure e che adesso finalmente possono andare in pensione.

Chi vive di populismo va in TV a insultare la Fornero. Chi crede nella politica trova soluzioni come l’Ape. Preferisco sbagliare cercando di cambiare le cose che pensare di avere ragione urlando e sbraitando dentro gli studi televisivi. Diamo tempo al tempo e la verità prima o poi emerge. Non era uno spot, l’Ape. Ma un modo per cambiare la vita a qualche migliaio di italiani. Era una promessa – conclude Renzi -, ora è realtà”.

Ape volontaria, le ultime news di Matteo Renzi.

Per il decreto sull’Ape volontaria, sottolinea Renzi su Facebook, è “questione di qualche giorno, spero. Palazzo Chigi lo ha trasmesso agli uffici competenti, mi risulta. Questione davvero di poco. E l’anticipo pensionistico volontario funzionerà, con buona pace di chi ha solo criticato”.

Pensioni anticipate ed Ape, le news di Ivan Pedretti.

Anche il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti ha commentato la nuova misura Ape, in fatto di pensionamento anticipato, che secondo Pedretti presenta molti risvolti positivi ed utili. “L’Ape sociale si sta dimostrando una misura utile e sono tantissimi i lavoratori che in queste ore si stanno recando al nostro patronato per fare domanda. Realisticamente decine di migliaia di persone potranno andare in pensione un po’ prima senza perdere un euro, visto che la misura è integralmente a carico dello Stato. Oggi Matteo Renzi ci ha messo il cappello sopra, esaltandone la positività. Ricordo sommessamente a lui e a tutti che l’Ape sociale è nata nel confronto tra sindacati e governo e che è grazie al nostro intervento se ha queste caratteristiche. Secondo le intenzioni iniziali del governo infatti questa misura doveva essere onerosa per il lavoratore. Ogni tanto ripristinare un po’ di verità non fa male”, conclude Pedretti.

Pensioni anticipate, Ape, lavori di cura: le valutazioni di Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna Social.

Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite da Orietta Armiliato, amministratrice del gruppo Comitato Opzione Donna Social, nel consueto punto del venerdì, incentrato sulla valutazione della nuova misura Ape. «Noi del CODS – rimarca la Armiliato – abbiamo sempre sostenuto che questa misura non solo avrebbe aperto una breccia nella inamovibile Legge Monti-Fornero ma avrebbe incontrato il positivo accoglimento da parte di chi, abbandonando gli input negativi lanciati da chi si oppone a prescindere e allontanandosi dagli stereotipi imposti da una certa propaganda politica, vedeva nell’innovativa soluzione la soddisfazione del proprio bisogno di raggiungere anticipatamente la pensione».

«Abbiamo costruito – sottolinea la Armiliato – la nostra proposta di cucire, adoperando la stoffa utilizzata per Ape, un abito che potesse essere indossato con gradimento dalle donne che potesse coniugare l’esigenza di sopperire ad una norma tipo quella dell’Opzione Donna ma senza gravare e/o stravolgere gli equilibri economici del bilancio dello stato per quanto alla voce quiescenza anticipata.

Questa forma di anticipazione quindi, coniugherebbe perfettamente questi due parametri e soddisferebbe una reale esigenza della platea delle lavoratrici se poi, si riuscisse ad associare anche la valorizzazione dovuta al riconoscimento del lavoro di cura, altro tema del quale ci stiamo occupando sostenendone fortemente la bontà in un’ottica di equità, si potrebbe o ridurre per le sole donne il paletto anagrafico di accesso (oggi per Ape pari a 63 anni) o si potrebbero aggiungere o scontare anni di contribuzione che ne consentirebbero l’esercizio ovviamente in modalità opzionale. Alla luce dell’ottimo accoglimento della misura pensionistica Ape che stiamo rilevando in questi giorni, dopo il via dato con la pubblicazione in GU, continuiamo a sostenere Ape Donna, auspicando ad una misura di flessibilità che si possa realizzare nel breve termine».

Fase due di riforma pensioni. I sindacati sollecitano la riapertura del confronto.

Sul fronte riforma pensioni e fase due, le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno inviato una lettera alla Presidenza del Consiglio e al ministro del Lavoro, sollecitando la ripresa del confronto della fase 2 sulla previdenza, prevista dal verbale di sintesi sottoscritto lo scorso 28 settembre. Cgil, Cisl e Uil, si legge in una nota, “ritengono urgente affrontare i temi del legame all’aspettativa di vita, la flessibilità in uscita, la riforma della governance Inps-Inail, le future pensioni dei giovani, l’eliminazione delle disparità di genere che penalizzano le donne e il rilancio della previdenza complementare”.

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