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Riforma pensioni, oggi 10 luglio 2017: Ape, pensioni anticipate, rivalutazioni, età pensionabile

Riforma pensioni, le ultime news. Oggi ci sarà il nuovo incontro tra governo e sindacati sul tema delle pensioni. Il confronto segue quello di martedì 4 luglio scorso, definito “interlocutorio” dai sindacati, e anticipa gli Attivi nazionali unitari di Cgil, Cisl e Uil previsti per giovedì 13. Il vertice di oggi dovrebbe servire ad approfondire ulteriormente le questioni poste la settimana scorsa dalle organizzazioni dei lavoratori: conclusa questa parte conoscitiva, si attendono dal governo proposte concrete (anche dal punto di vista finanziario) da poter poi discutere al tavolo sindacale.

Riforma pensioni ed età pensionabile, le ultime news ad oggi 11 luglio 2017.

Intanto, in una nota Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, sono tornati a parlare di età pensionabile ed aspettativa di vita, ed hanno così dichiarato: «Pur muovendo da diverse impostazioni sull’assetto del sistema previdenziale, condividiamo la necessità di un rinvio strutturale dell’adeguamento dell’età di pensione all’aspettativa di vita, che altrimenti la porterebbe a 67 anni a partire dal 2019, almeno in termini tali da introdurre una maggiore gradualità. La manovra Fornero non ha di fatto previsto una vera transizione per cui persone già prossime all’età di pensione all’atto della sua approvazione hanno subito l’allungamento dell’età lavorativa fino a sei anni. Al di là delle possibilità di trattamenti anticipati “sociali” o onerosi, il sistema italiano si caratterizza già ora per il primato globale dell’età di pensione».

«Fermi restando gli obiettivi di sostenibilità nel lungo periodo, un pò di buon senso aiuterebbe la società a ritrovare fiducia nel sistema previdenziale, a partire dai giovani. Rivolgiamo in tal senso un appello alle colleghe e ai colleghi di tutti i gruppi parlamentari come al Governo e nei prossimi giorni convocheremo una conferenza stampa per illustrare le ragioni e i contenuti della nostra iniziativa”, concludono nella nota Cesare Damiano e Maurizio Sacconi.

Pensioni anticipate e Ape Social, le ultime novità ad oggi 10 luglio 2017.

Sono 31.260 le domande per l’Ape sociale e 19.870 quelle per accedere alla pensione anticipata per i precoci presentate all’Inps fino alle ore 16 del 7 luglio, per un totale di 51.130. Per quanto l’Ape sociale, la maggior parte delle richieste (22.449) è stata inoltrata dai lavoratori disoccupati che hanno già terminato da almeno 3 mesi gli ammortizzatori sociali.

Intanto, manca ancora una settimana per presentare la domanda per l’Ape Social, visto che il 15 luglio scadrà il primo termine. La domanda può essere trasmessa esclusivamente in via telematica tramite i consueti canali istituzionali. Il cittadino può compilare la domanda sul sito www.inps.it, ovvero rivolgersi a un patronato. La scadenza di luglio è rivolta a coloro che, al momento della presentazione della domanda, sono in possesso dei requisiti richiesti mentre i soggetti che potrebbero trovarsi nelle condizioni di accesso al beneficio entro il 31 dicembre 2018 hanno tempo fino al 31 marzo 2018 per presentare la domanda.

Pensioni, rivalutazioni, ricorsi, bonus Poletti, le ultime news ad oggi 10 luglio 2017.

In Internet si stanno moltiplicando i siti che invitano i pensionati a presentare ricorso entro il 31 luglio contro il blocco delle rivalutazioni 2011-2013, blocco che nel 2015 era stato bocciato dalla Corte costituzionale e gli arretrati in parte restituiti con il bonus Poletti. La procedura suggerita costerebbe a ogni pensionato 126,88 euro e si compone di un’azione contro l’Inps e di un ricorso al tribunale competente. «Quelle che circolano sono informazioni parziali e pretestuose – commenta Luigi Bombieri, segretario generale Fnp Veneto, il sindacato dei pensionati Cisl -. Non serve fare ricorso perché la Consulta ha già fissato per il 24 ottobre l’udienza sulla costituzionalità del bonus Poletti».

E la decisione dei giudici avrà ricaduta su tutti i pensionati. Per chiarezza, ripercorriamo la questione: il decreto Salva Italia del 2011 ha bloccato la rivalutazione automatica delle pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps (cioè superiori a 1.405 euro mensili lordi nel 2012, 1.443 nel 2013), adeguamento poi reintrodotto dal governo Letta. Il blocco ha interessato in Veneto circa 420mila pensionati che, nei due anni di funzionamento, hanno perso una intera mensilità. Un’altra conseguenza è che per il 2014 e 2015 le loro pensioni sono state rivalutate partendo da una base di calcolo più bassa rispetto a quanto dovuto se non ci fosse stato il blocco. Nell’aprile del 2015 la Corte Costituzionale (sentenza num. 70) ha dichiarato illegittimo il decreto Salva Italia, e la risposta del Governo è stat​a​ il decreto legge 65/2015, denominato “bonus Poletti”: invece di un rimborso pieno, è stato dato ad agosto 2015 un rimborso parziale e non a tutti gli aventi diritto. Se in Veneto avrebbe dovuto arrivare circa un miliardo di euro, sono stati erogati invece una tantum assegni variabili da 278 a 750 euro a circa 410mila pensionati. Il bonus Poletti, accusato di non aver rispettato la sentenza della Consulta, è ora oggetto di un altro ricorso alla Corte Costituzionale stessa, che ha fissato per il 24 ottobre l’udienza.

L’eventuale pronuncia di illegittimità costituzionale del bonus Poletti, precisano dalla Fnp, «produrrà i suoi effetti nei confronti di tutti i pensionati interessati al blocco della perequazione», indipendentemente da se e quando abbiano presentato ricorso. La data del 31 luglio che compare sui siti finiti nella lente del sindacato, continua la Fnp, «non indica un termine perentorio per procedere nei confronti dell’Inps ma, a ben vedere, è funzionale esclusivamente per lo studio legale che porterà avanti le richieste di coloro che, pagando, hanno aderito alle iniziative promosse da detti siti». Fermo restando che ciascuno ha il diritto di procedere giudizialmente se lo ritiene, il sindacato dei pensionati invita ad aspettare la sentenza della Consulta prima di attivare qualsiasi procedura per evitare di spendere inutilmente soldi.

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