Salario minimo, procede la mozione del M5S in tutta Italia

Procede la battaglia sul salario minimo da parte del Movimento Cinque Stelle, con la raccolta delle firme e la petizione che sta avendo un certo consenso tra i cittadini.
Lavoro - Part Time

Il Movimento Cinque Stelle procede la battaglia a favore del salario minimo, con la raccolta delle firme e la petizione che sta ottenendo un ampio riscontro. Secondo il M5S il salario minimo legale è una misura di dignità. Giuseppe Conte leader del movimento ha ottenuto l’appoggio delle forze di opposizione, ed ha depositato in Parlamento una nuova proposta di legge (pdl), la cui discussione in Parlamento è stata bloccata dal governo.

Nel frattempo, il movimento sta proseguendo la campagna in favore di questo importante strumento di tutela dei lavoratori nei Consigli regionali, depositando in questi giorni una mozione per il salario minimo che chiede di sostenere, in Conferenza Stato-Regioni e in tutte le sedi opportune, di concerto con le parti sociali, tutti gli atti e le misure volti per ottenere l’avanzamento della proposta di legge per l’istituzione di un salario minimo orario per i lavoratori, sia nel settore pubblico che privato.

La mozione per ottenere l’adozione del salario minimo!

La mozione è già stata depositata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle in Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Umbria, Veneto, Piemonte. In Toscana è stata approvata, nelle Marche è stata bocciata dalla maggioranza di destra. Nelle prossime settimane la mozione verrà depositata in tutti i Consigli regionali d’Italia.

Ottimo risultato per la raccolta firme di ieri in provincia di Salerno!

Grande soddisfazione nella giornata di ieri da parte della Coordinatrice provinciale del Movimento 5 stelle in provincia di Salerno Virginia Villani, che ha visto una domenica di grande partecipazione per la raccolta firme nelle piazze di Angri e Cava dè Tirreni a sostegno della proposta per l’introduzione del Salario minimo legale. Ha sottolineato la Villani che si tratta di una misura di civiltà, un concreto aiuto ai lavoratori e alle lavoratrici, una certezza sulla quale circa quattro milioni di dipendenti.

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