Smart Working, le nuove frontiere del lavoro agile

Nessuna proroga per lo Smart Working nel pubblico, anche se la direttiva emanata da Zangrillo prevede la possibilità di concedere tale misura in casi determinati.

Smart working

Il Lavoro Agile, che ha forzatamente caratterizzato il periodo del lockdown, per molti in termini non propriamente positivi, sta prendendo sempre più piede grazie alla digitalizzazione. Lo Smart Working è destinato ad incentivare sistemi estremamente efficienti in cui non ci sarà più alcuna distinzione tra lavorare in ufficio o essere connessi in rete. L’innovazione delle tecnologie è ciò che supporta questi processi e che permetterà ad un numero crescente di persone di svolgere le proprie attività da remoto, allentando lo stress e migliorando le performance. La sfida per le aziende ora è quella di individuare software che possano agevolare ed ottimizzare al massimo lo smart working.

Le specifiche dell’agenzia delle Entrate in fatto di tasse.

Sono sempre di più le persone che lavorano da remoto e scelgono di spostarsi dal Paese di residenza dell’azienda per la quale lavorano. Sul fronte tasse, il Fisco è intervenuto a dirimere un dubbio, nel caso in cui si vive e si svolge la propria attività professionale in Italia ma retribuiti da una compagnia estera oppure al contrario, se il datore di lavoro è nel nostro Paese ma il dipendente ha residenza fuori dai confini nazionali. Con la circolare 25/2023 del 18 agosto 2023, ha ad esempio spiegato che non è soggetta a tassazione in Italia la retribuzione percepita da un lavoratore residente all’estero che svolge in smart working l’attività per un datore di lavoro italiano. Paga invece le tasse nel nostro Paese il cittadino italiano, iscritto all’anagrafe dei residenti all’estero, che lavora per un’azienda straniera ma in modalità agile dall’Italia, dove ha dimora abituale.

Uno straniero non iscritto nell’anagrafe italiana, che lavora in Italia in smart working per la maggior parte dell’anno per un’azienda estera, a fini fiscali viene considerato residente in Italia. La circostanza di prestare l’attività lavorativa parzialmente o integralmente da remoto per un soggetto estero non sono di per sé elementi sufficienti a escludere la residenza fiscale in Italia qualora, da una valutazione complessiva risultino integrati i criteri di individuazione della residenza fiscale nel nostro Paese.

Tanti benefici per l’azienda e il lavoratore.

Le analisi e i sondaggi dimostrano che nella maggioranza dei casi lo Smart Working genera maggiore produttività e influisce positivamente sulla gestione generale delle aziende. Questo è dovuto in buona parte alle migliori condizioni in cui si trovano a lavorare i dipendenti. Per avere aziende connesse in rete in cui le persone interagiscono da remoto creando un valore maggiore di quello che produrrebbero stando in sede, è fondamentale l’introduzione di tecnologie pensate appositamente per lo Smart Working. Molti imprenditori hanno da tempo adottato questa misura per ridurre lo stress dei dipendenti e per aumentarne la produttività.

La circolare di Zangrillo.

La proroga dello smart working al 31 marzo 2024 non include i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Il termine è stato posticipato al 31 marzo 2024 solo per i genitori con figli under 14 e i fragili del settore privato. Il Ministro Zangrillo ha firmato una nuova direttiva che rimanda alle singole amministrazioni la possibilità di concedere lavoro agile in caso di situazioni di salute, personali e familiari gravi e urgenti c’è la possibilità di individuare le eventuali misure organizzative necessarie.

Smart working nella P.A: nessuna proroga tranne alcune eccezioni.

L’attenzione per i dipendenti più esposti a situazioni di rischio per la salute continua ad esserci. Infatti, la direttiva evidenzia infatti la necessità di garantire ai lavoratori che documentano “gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari” la possibilità di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile. Nell’ambito dell’organizzazione di ogni amministrazione, sarà responsabilità di ciascun dirigente individuare le misure organizzative che si rendono necessarie in senso.

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